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Mel
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top
mwhqMel è il mwhgcapoluogo del mwhwcomune italiano mwiasparso di mwiqBorgo Valbelluna, di cui costituisce un mwigmunicipio.cite-ref-4[4] Si trova in mwjwprovincia di Belluno, in mwkaVeneto.
Già comune autonomo (con le frazioni Bardies, Campo, Campo San Pietro, Carve, Carve Montagna, Col, Conzago, mwkgCordellon, Corte, mwkwFarra, Follo, Gus, Marcador, Nave, Pagogna, Pellegai, Puner, Samprogno, San Candido, Signa, Tallandino, Tiago, Torta, Tremea, Valmaor, Vanie-Rive di Villa, Villa di Villa, Zottiercite-ref-5[5]), il 30 gennaio mwma2019 si è fuso con i comuni di mwmqLentiai e mwmgTrichiana per costituire il nuovo ente.
Conserva uno dei più interessanti centri storici della provincia tanto da conseguire la mwnabandiera arancione del mwnqTouring Club Italiano per due volte consecutive. Inoltre, dal mwng2018 fa parte de mwnwI borghi più belli d'Italia.
Contents
• Storia
• Simboli
• Castelli
• Società
• Cultura
• Eventi
• Note
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Geografia fisica
Mel si trova al centro della mwowValbelluna, equidistante da mwpaBelluno e da mwpqFeltre e collegato a queste con la scorrevole strada provinciale della mwpgSinistra Piave. Il territorio municipale si trova compreso tra il mwpwPiave e le mwqaPrealpi bellunesi. La parte più abitata risulta nella zona collinare e semi-pianeggiante, il resto è totalmente montuoso. Il paese di Mel sorge sulla riva sinistra del fiume mwqqPiave e alla destra del torrente Puner suo affluente.
Origini del nome
Il toponimo deriva dal vicino mwracastello di Zumelle, a sua volta derivato dal termine mwrqgemellus (mwrggemello) ad indicare che la fortezza si contrapponeva al vicino Castelvintcite-ref-dizionario-6-0[6].
Storia
Mel ha sicuramente una storia antichissima: le sue origini sono primitive, più precisamente paleovenete. Infatti, un gruppo di questi abitanti si stabilirono nella zona intorno all'VIII secolo a.C. Negli anni sessanta del XX Secolo, a circa un chilometro dal centro cittadino, venne alla luce un loro insediamento, con una necropoli ancora ben conservata. I numerosi reperti sono conservati nel Museo Civico del paese.
Successivamente tra il V e III secolo a.C. vi si stabilirono i mwtwGalli, che lasciarono tracce nella toponomastica del territorio.
Come per il resto della vallata, anche la zona zumellese entrò a far parte della storia romana, della quale ancora oggi si possono vedere i numerosi reperti conservati nel paese: lapidi, sepolcri, armi, monete e oggetti di vita quotidiana. Inoltre il territorio era attraversato dalla mwuqvia Claudia Augusta Altinate, una strada notevolmente importante che collegava la mwugPianura Padana con l'oltralpe, i cui resti sono visibili ancora oggi.
Con la fine dell'mwvaImpero romano subentrarono i mwvqbarbari. Significativa la presenza dei mwvgLongobardi che lasciarono testimonianze nei luoghi di culto come la chiesa di San Donato.
Con il mwxaMedioevo sorsero numerosi manieri a difesa della valle e delle vie di comunicazioni. Il più importante fu sicuramente il mwxqCastello di Zumelle, perno principale del sistema difensivo dell'intera mwxgValbelluna. In questo periodo, il contado di Mel assunse importanza diventando protagonista nella scena storica della zona. Nell'anno 1404, il contado di Zumelle diede la sua dedizione alla mwxwSerenissima Repubblica di Venezia, causando la distruzione forzata di tutto il suo sistema difensivo, tranne il castello di Zumelle. Nel borgo di Mel dal 1420 risiedeva la nobiltà con a capo la mwyafamiglia veneziana Zorzi, potente amministratrice dell'intero contado che all'epoca comprendeva anche una parte degli odierni municipi di mwyqLentiai e mwygTrichiana. Mel rimase veneziana fino all'arrivo di mwywNapoleone che stravolse tutto il sistema amministrativo: il territorio, infatti, era governato da mwzaRegole che amministravano singolarmente ogni paese.
Nel XIX secolo il territorio ha subito la stessa sorte dell'intera vallata: le due guerre mondiali portarono un bilancio pesante di vite umane zumellesi. Da ricordare la figura di mwzgAngelo Pellegrino Sbardellotto, un anarchico e antifascista che tentò l'uccisione del mwzwDuce.
Negli anni della mwaqseconda guerra mondiale, tra il 1940 e il 1943, furono internati a Mel oltre 25 profughi ebrei (inclusi 6 bambini).cite-ref-7[7] Con l'occupazione tedesca, a differenza di quanto avvenuto in altri centri limitrofi, il gruppo restò in paese. Furono pressoché tutti arrestati nel dicembre 1943, condotti a Fossoli e di lì ad mwbgAuschwitz nel febbraio 1944. Solo quattro deportati fecero ritorno.cite-ref-8[8]
Negli anni '50 si spopolò a causa dell'emigrazione. Con il boom economico il paese da totalmente agricolo e contadino mutò all'attuale forma, con importanti aziende industriali e artigianali.
Simboli
Lo stemma del comune di Mel aveva un'antichissima tradizione, infatti era lo stesso che rappresentava l'antica Magnifica Comunità di Mel, la sua origine è del 1520. L'esemplare più antico è scolpito in pietra nel basamento dell'antenna nella piazza del paese.
Venne ufficialmente riconosciuto con decreto del capo del governo del 2 maggio 1929.cite-ref-9[9]
«D'argento, alla croce patriarcale di rosso, accostata, nel canton sinistro della punta, da una torre, al naturale, aperta e finestrata del campo, sostenuta da un ristretto di verde.»
Nello stemma era rappresentata la croce patriarcale rossa in campo bianco. Successivamente sul lato destro fu inserito un piccolo torrione a ricordo del grande mwfgmaniero di Zumelle.
Il gonfalone, riconosciuto con decreto del presidente della Repubblica dell'11 marzo 1953, era un drappo partito di rosso e di bianco.cite-ref-10[10]
Monumenti e luoghi d'interesse
Centro storico
Il centro storico di Mel sorge su di un colle nelle vicinanze del mwjwPiave, un tempo fortificato e protetto da un gran castello. Oggi il perimetro delle mura è riconoscibile nei palazzi che racchiudono la piazza principale con al centro l'antica antenna del 1520; c'erano anche tre porte d'accesso di cui ne rimane a testimonianza solo una. Nella piazza principale si affacciano meravigliosi palazzi, un tempo sedi della nobiltà locale. Tra gli edifici più importanti vi sono la casa Fulcis (ora Zadra, mwkaXVII secolo), il Palazzo Fulcis (che oggi ospita l'"Antico albergo Cappello", mwkqXVIII secolo) il mwkgPalazzo Zorzi (attuale sede del municipio, mwkwXVI secolo) con una stupenda torretta dell'orologio nella cima e la tipica Loda (loggia) al pian terreno, il mwlapalazzo Del Zotto (mwlqXVII secolo), la casa Francescon (originaria del mwlgXIV secolo), il palazzo Karera (Pivetta) sorto lungo le antiche mura del feudo, che conserva ancora l'antica porta di accesso al borgo fortificato.
Sulla piazza si protende imponente la mwmasettecentesca mwmqchiesa arcipretale di Santa Maria Annunziata di epoca mwmgbarocca, particolare per la mancanza del campanile crollato per un incendio nel '700 e mai più ricostruito.
A poca distanza sorge la più antica mwnachiesa dell'Addolorata, che conserva dipinti risalenti al mwnqQuattro-mwngCinquecento. La struttura che oggi vediamo è solo la parte absidale della vecchia chiesa distrutta dal crollo del campanile. Sul lato nord sorge un torrione mozzato adibito a campanile. Nel rione di Borgo Garibaldi sorge l'antica chiesa di San Pietro, oggi sconsacrata; sorge sui ruderi di un antico tempio, nel suo sagrato furono scoperti diversi sarcofagi. Poco distante sorgeva un'altra chiesa antica ,quella di San Lorenzo, di cui oggi rimane solo il portale.
Nel mwoaPalazzo delle Contesse si trova il Museo Civico Archeologico, con corredi tombali provenienti dalla necropoli mwogpaleoveneta sita nella parte bassa dell'abitato. Tale necropoli è una fra le più interessanti del periodo dell'epoca del ferro. Tra gli altri reperti del museo, si ricordano ossari mwowfittili e bronzei, oggetti di ornamento personale quali anelli, armille, spilloni, cinture con ganci decorati, fibule e oggetti di uso quotidiano come coltelli, punteruoli, fusaiole, aghi per la filatura e vasellame.
Va segnalata inoltre Piazza Papa Luciani, dedicata a mwpqGiovanni Paolo I che fu vescovo della mwpgdiocesi di Vittorio Veneto, a cui Mel appartiene. Questo magnifico salotto urbano è circondato da edifici di varie epoche.
Castelli
Nel territorio zumellese sorgevano tre castelli oltre a numerosi altri avamposti militari: il castello di Castelvint, quello del borgo fortificato di Mel e quello di Zumelle. Quest'ultimo sorge nei pressi della frazione di Villa di Villa, su uno sperone roccioso. Il mwqwCastello di Zumelle è l'unico maniero ancora intatto di tutta la vallata.
Società
Evoluzione demografica
Cultura
Eventi
Diversificate le attività culturali che si svolgono nel territorio zumellese. Mostre d'arte, le più recenti dedicate: a Bruno Milano, a mwxgPaolo Cavinato, a mwxwTancredi Parmeggiani e allo spazialismo veneto nel 2005, a mwyaLuigi Cima e i suoi allievi nel 2004, a mwyqFiorenzo Tomea nel 2003, a mwygToni Piccolotto, mostre fotografiche, mostre di mwywcollezionismo ecc. vengono regolarmente organizzate all'interno della cornice del mwzaPalazzo delle Contesse.
La mwzgRassegna Internazionale di Canto Corale, organizzata dalla mwzwCorale Zumellese in tre serate a partire dall'inizio di luglio all'interno del cortile di palazzo Guarnieri, ospita annualmente importantissimi mw0agruppi corali provenienti da ogni parte del mondo.
Da citare inoltre l'articolata e vivace stagione teatrale, il maggio teatrale zumellese, e i numerosi convegni di studio su temi storici; musicali e ambientali.
Le due manifestazioni che a cadenza annuale si svolgono a Mel sono:
• mw1qSettembre zumellese che culmina con la presentazione dei mw1gcarri allegorici allestiti dai comitati dalle numerose frazioni
• mw2aMele a Mel in cui vengono presentati i prodotti tipici, si tiene una mostra dell'mw2qartigianato locale e una rassegna di mw2gcanto popolare.
Di rilievo anche le manifestazioni di carattere sportivo. Tra tutte la Prealpi Bike - Run Marathon, gara di biatlon a cui partecipano oltre 700 corridori e podisti e che prevede il valico delle mw3aPrealpi Venete in mw3qmountain bike su un percorso di 60mw3g km di lunghezza e il successivo ritorno nelle formule Gran Fondo di corsa a piedi o in mw3wNordic Walking.
Amministrazione
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 23 aprile 1995 | 13 giugno 1999 | Emilio Isotton | Lista civica | Sindaco | |
| 13 giugno 1999 | 12 giugno 2004 | Emilio Isotton | Lista civica | Sindaco | |
| 12 giugno 2004 | 7 giugno 2009 | Ruggero Dalle Sasse | Lista civica | Sindaco | |
| 7 giugno 2009 | 26 maggio 2014 | Stefano Cesa | Lista civica | Sindaco | |
| 26 maggio 2014 | 30 gennaio 2019 | Stefano Cesa | Lista civica | Sindaco | |
Galleria d'immagini
Note
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwaseDato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2017.
cite-note-divamm-sismica-22. mwasumwasymwascClassificazione sismica (mwasgmwaskXLS), su mwasorischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-33. mwas4mwas8mwataTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwatemwatiPDF), in mwatmciterefmwatqLeggemwatu mwaty26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwatcAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwatg 151. mwatkURL consultato il 25 aprile 2012 mwato(archiviato dall'mwatsurl originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-44. ↑ mwat8mwauamwaueStatuto comunale di Borgo Valbelluna, su mwauiborgovalbelluna.trasparenza-valutazione-merito.it.
cite-note-55. ↑ mwauymwaucmwaugComune di Mel - Statuto (mwaukmwauoPDF), su mwausdait.interno.gov.it. mwauwURL consultato il 18 febbraio 2019 mwau0(archiviato dall'mwau4url originale il 19 febbraio 2019).
cite-note-dizionario-66. ↑ mwaviAA. VV., mwavmDizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Torino, UTET, 2006, p.mwavq 457.
cite-note-77. ↑ mwavgmwavkmwavoEbrei internati a Mel, su mwavsinternamentoveneto.it.
cite-note-88. ↑ mwav8Ebrei stranieri internati in Veneto.
cite-note-99. ↑ mwawmmwawqmwawuMel, su mwawyArchivio Centrale dello Stato. mwawcURL consultato il 3 agosto 2022.
cite-note-1010. ↑ mwawsmwawwmwaw0Bozzetto del gonfalone del Comune di Mel, su mwaw4ACS, Raccolta dei disegni degli stemmi di comuni e città. mwaw8URL consultato il 6 ottobre 2024.
Bibliografia
• S. Francescon, N. Sartori, mwaxs Mel Storia e leggende arte e usanze Tipografia Piave, Belluno, 1991
• F. Vendramini, mwax0Le comunità rurali bellunesi, Belluno, Tarantola, 1979
• AA.VV, mwax8Dizionario di Toponomastica, Storia e significato dei nomi geografici italiani, Garzanti, 1996. pp
Voci correlate
• mwaymCastello di Zumelle
• mwayuPalazzo delle Contesse
• mwaycPalazzo Zorzi
• mwaykCorale Zumellese
• mway0Antichi Veneti
• mway8Bandiera arancione
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Collegamenti esterni